Il congedo di paternità obbligatorio è un diritto per tutti i neopapà lavoratori: dura però solo 10 giorni (+ 1 facoltativo) e va richiesto con almeno 15 giorni di anticipo rispetto al periodo di assenza. Scopriamo insieme come fare domanda e quali sono i diritti dei padri.
Il congedo di paternità è un diritto dei lavoratori dipendenti, che possono stare a casa qualche giorno in occasione della nascita del proprio figlio. I papà, però, non possono beneficiare di 5 mesi di assenza dal lavoro, come la mamma: la pausa dura 10 giorni in tutto. E, per lo Stato italiano, è già una conquista, perché il congedo è “un’opportunità” recente. È stato istituito per la prima volta nel 2013 e in 10 anni si è passi da un giorno di permesso a 10. Ma vediamo in che cosa consiste e come bisogna farne richiesta.
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Congedo di paternità
Il congedo di paternità è una misura che garantisce al padre lavoratore di poter assentarsi dal lavoro per 10 giorni per la nascita del proprio figlio (a differenza della mamma i 10 giorni sono tassativi anche in caso di gemelli). Questa misura è garantita anche con l’adozione, l’ affidamento e la morte perinatale, intervenuta nel periodo tra le prime 28 settimane di vita del feto e la prima settimana di vita del bambino. Quando si può prendere? È fruibile tra i due mesi precedenti alla nascita e i cinque successivi al parto, mentre in caso di affido o adozione, i 5 mesi partono dalla data di arrivo del minore in famiglia o in Italia. Il papà inoltre potrebbe avere un giorno in più, facoltativo, solo se la mamma dovesse rinunciare a un giorno del suo congedo che è effettivamente di 5 mesi. Il congedo è retribuito al 100%. Al lavoratore spetta infatti un’indennità giornaliera a carico dell’INPS di importo pari alla retribuzione normalmente percepita.
A chi spetta
Il congedo di paternità spetta a tutti i lavoratori dipendenti, compreso:
- Tutti i lavoratori dipendenti di Amministrazioni pubbliche
- I lavoratori domestici
- Tutti i lavoratori agricoli a tempo determinato
Per queste ultime due ultime categorie deve esserci un rapporto, però, di lavoro attivo al momento della richiesta, mentre per i lavoratori dipendenti la paternità obbligatoria è riconosciuta anche in caso di cessazione o sospensione del rapporto di lavoro.
Sono, invece, esclusi:
- I padri lavoratori iscritti alla Gestione separata
- Tutti i lavoratori autonomi
Come si chiede?
Il papà può chiedere il congedo almeno 15 giorni prima rispetto al periodo in cui intende assentarsi dal lavoro. Se l’obiettivo è essere presenti al parto, dovrebbe calcolare di presentare domanda 15 prima della data presunta. Come si fa richiesta? Ci sono due modalità:
- coloro che ricevono il pagamento dell’indennità di congedo dal datore di lavoro, devono presentare a quest’ultimo apposita richiesta in forma scritta, specificando le date in cui si desidera assentarsi dal lavoro;
- coloro che ricevono il pagamento direttamente dall’INPS, invece, devono presentare domanda online tramite apposita procedura telematica prevista dall’Istituto, cui si accede attraverso SPID; CIE o CNS. In alternativa è possibile contattare il Contact Center, telefonando ai numeri 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da rete mobile), oppure rivolgendosi ad enti di patronato ed intermediari dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale
Come funziona all’estero?
I 10 giorni di congedo obbligatorio per i papà sono una novità introdotta nel 2022, e per fortuna riconfermata nel 2023. È stato un importante passo avanti, rispetto al passato, ma se paragonato a ciò che hanno a disposizione i papà di altri Paesi occidentali è ancora una goccia nel mare. In Spagna, dal Primo gennaio 2021 i giorni di congedo sono uguali per mamme e papà. Le mamme e i papà hanno diritto a 16 settimane pagate al 100%, le prime 6 sono obbligatori, le altre 10 sono facoltative e i genitori possono decidere se usarle a tempo pieno o part time. In Francia, il presidente Macron ha portato i giorni per i papà da 14 a 28, di cui i primi 7 obbligatori. In Norvegia i papà possono beneficiare di quasi un anno di congedo con 46 settimane pagate al 100% o 56 settimane all’80%, mentre in Svezia ogni genitore ha diritto a 12 mesi di congedo da condividere, ma sono obbligatori almeno due mesi a testa.
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